venerdì 26 febbraio 2021

Anteprima Bollicine: Apple records

 Prima di produrre telefoni o computer, Apple è stata sinonimo di etichetta discografica: attiva dal ‘68 al ‘76, è stata l’editrice degli ultimi dischi dei Beatles e di molti altri artisti. 

Domenica vi raccontiamo la sua storia e il rapporto burrascoso con l'altra Apple, quella di Steve Jobs: vi faremo ascoltare canzoni di James Taylor, degli Hot Chocolate e anche... della banda degli ottoni che suona anche sul Sgt. Pepper. Alle 18 a Bollicine.



lunedì 22 febbraio 2021

Bollicine 12x22: Saluti da Siracusa. Podcast e playlist

Nel 2001 usciva il primo disco dei Kings of Convenience, fondatori del "New Acoustic Movement" che emulava, nelle sonorità e negli impasti vocali, le armonie e la semplicità delle canzoni di Simon & Garfunkel. Sempre nel 2001 Marco Castello compiva 7 anni, e vent'anni più tardi esordiva nel mondo discografico con il suo "Contenta tu", edito da 42 Records, la stessa etichetta di Colapesce. 
Due eventi apparentemente lontani ma che hanno in comune una città siciliana: Siracusa. Riascoltate la puntata di Bollicine per saperne di più e per sentire dalla voce di Marco Castello stesso come è nato il disco e che ruolo ha avuto Erlend Øye (dei Kings of Convenience) nella sua genesi.

Se volete riascoltare Bollicine, ecco il podcast; come sempre tasto destro- scarica per il file mp3:

Puntata del  21 febbraio 2021

Ecco la scaletta:

Marco Castello Contenta tu
Marco Castello Addiu
Marco Castello Torpi
Simon & Garfunkel The 59th Street Bridge Song (Feelin' Groovy)
Kings of Convenience Toxic Girl
I Am Kloot No Fear of Falling - Remastered
Fabrizio Cammarata, The second grace Antananarive
Sodastream Lushington Hall
Tom McRae You Cut Her Hair
Turin Brakes Pain Killer (Summer Rain)


La "cartolina" musicale di oggi

venerdì 19 febbraio 2021

Anteprima Bollicine: Saluti da Siracusa

 L'appuntamento domenicale di questa settimana ferma nella bella città siciliana. Stavolta vi proponiamo una cartolina musicale da Siracusa: innanzitutto l’intervista a Marco Castello, talentuoso cantautore di cui è appena uscito il nuovo disco per 42 Records. Marco ci parlerà della scena musicale siracusana e dei suoi rapporti con le altre nuove leve siciliane (come Colapesce e Dimartino).

Nella seconda parte invece parleremo del ventennale del “New Acoustic Movement”, lanciato dai Kings Of Convenience nel 2001 (il cui fondatore Erlend Øye si è trasferito da qualche anno proprio nella città siciliana). 

Alle 18 a Bollicine, come sempre su Radio Popolare.


giovedì 18 febbraio 2021

10 motivi per cui vi consiglio di guardare il Tenente Colombo

 Colombo (nella versione originale, Columbo) ha compiuto da poco 50 anni.

La serie poliziesca, interpretata da Peter Falk, ha esordito nel 1971 sugli schermi della NBC (in Italia arrivò sulla Rete2 nel ’77), e, seppur con una lunga interruzione dal 78 al 89, è andata in onda per oltre trent’anni, rimanendo un unicum nella serialità “crime” americana. Per dire, io odio guardare i gialli, mi fanno paura e mi irritano. Ma il Tenente Colombo (che tra l’altro non viene MAI nominato per nome, ma sappiamo da qualche fermo immagine in cui mostra il suo distintivo che il suo nome è Frank- altro motivo per cui mi sta simpatico) mi tiene sempre incollato allo schermo. Ho provato a riassumere nel seguito di questo articolo i motivi per cui questa serie è ancora insuperabile ed originale, e cosa la distingue da tutte le altre serie gialle.



1)    Gli assassini che compaiono nelle varie puntate sono sempre persone in carriera, con lavori prestigiosi, una certa fama e pure bellocci. Si va dai dirigenti d’azienda, che magari uccidono l’amante per non farsi ricattare, agli attori, ai critici affermati. E non è improbabile trovare tra le guest star gente del calibro di Leslie Nielsen, per dirne uno. Colombo, per contro, fa sempre la figura dello sfigato: il vero antieroe della letteratura. Bruttarello, sempre con la macchina scassata e l’impermeabile sgualcito (che solo in una puntata abbandona per uno nuovo, ma di cui si pente immediatamente), messo sempre in imbarazzo dai suoi antagonisti che gli offrono il the indiano per vedere la faccia che fa, o che a tavola gli fanno usare le posate da pesce che lui non sa usare. Per non parlare della classic gag in cui la servitù lo cazzia per la cenere che cade dal suo sigaro puzzolente. Ma non importa, si fa scivolare tutto addosso perché tanto poi vince sempre lui alla fine.



2)    Colombo oltre che uno sfigato è il contrario di quanto ci si aspetta da un poliziotto della squadra omicidi (e di quanto ci presentano tutte le altre serie crime): impacciato nei movimenti, preso per il culo dai sottoposti e soprattutto incapace nel tenere in mano una pistola. In una puntata lo richiamano più volte dalla centrale perché non va mai al poligono ad esercitarsi, pena il ritiro della pistola d’ordinanza. Niente, è più forte di lui, alla fine delegherà un collega a recarcisi al posto suo.

3)    La struttura di ogni puntata è la stessa: nella prima parte ci fanno vedere il figo di turno, il movente e come uccide la sua vittima. Quasi sempre tutto è premeditato per far sembrare l’atto un incidente, o per incolpare qualcun altro. Dopo circa 15 minuti Colombo compare, con la sua macchina sgangherata, ed inizia a tampinare il figo, che progressivamente perde sicurezza e si trasforma in malcapitato.

4)    Ogni puntata dura come un film, tra i 75 e i 90 minuti. E, come in un film, è autoconcludente: non succede mai nulla che faccia da cliffhanger ad una puntata successiva, e mai nessun personaggio diventa ricorrente. Chessò, nè un collaboratore del Tenente, o una sua segretaria. Solo Peter Falk compare in tutte le puntate. E la moglie, ovviamente.

5)    La moglie: citata immancabilmente in ogni puntata, quando in genere inizia a sospettare del figo di turno, ma che, è risaputo, non compare mai. Salvo nella puntata della nona stagione, Rest in Peace, Mrs. Columbo, dove i perfidi sceneggiatori danno allo spettatore l’illusione di vederla in foto, salvo scoprire alla fine che ovviamente non era veramente lei. Ah, c’è anche il suo cane, che compare in varie puntate. E si chiama solo Cane.

6)    Il fatto che sia un film fatto e compiuto si porta dietro anche che non ci sia una sigla per riconoscerlo (salvo l’utilizzo dei caratteri gialli “COLUMBO”, sempre presente in una delle prime scene) e che la colonna sonora, piuttosto minimale, sia diversa in ogni puntata. Provate a dirmi che se pensate all’Ispettore Derrick non vi viene subito in mente invece il walzerone che ne fa da sigla, o che non associate le Charlie’s Angels al loro funkettino introduttivo.



7)    Il fatto che si sappia subito tutto dell’assassino, pure il movente e l’arma usata, sposta l’attenzione sulla cura nei particolari che Colombo pone per cercare di incastrare il colpevole; grazie a questo ho imparato cose pazzesche, tipo come si giuntano le pellicole cinematografiche, o la temperatura a cui devono stare le bottiglie di vino in una cantina per non diventare imbevibili (in entrambi i casi elementi fondamentali per far cadere in fallo il cattivo di turno). La cosa che mi chiedo sempre è: ma al giorno d’oggi, con la tecnologia avanzata, cosa mai partorirebbero gli sceneggiatori di Colombo, che sul cavatappi a gas (esiste!) ci costruivano la distruzione di un alibi?

8)    I particolari ovviamente vengono scoperti grazie al modo con cui il Tenente Colombo tampina i colpevoli. La sua tipica frase, con cui sembra se ne stia andando e poi pungola l’assassino, è “ah, un’ultima cosa” (in inglese: “one last thing”, ben prima che la usasse Steve Jobs nelle sue presentazioni per stupire il pubblico col nuovo i-coso di turno).

9)    La parità dei generi: non ho fatto il conto, ma sono abbastanza sicuro che vi sia un certo equilibrio tra maschi e femmine, sia tra i colpevoli, che tra gli assassinati e tra i ruoli “prestigiosi”. Solo i poliziotti (Colombo, e tutte le comparse che gli girano intorno nelle varie puntate) sono tutti sempre maschi. D’altra parte, la moglie (presumo) è femmina.

10) Una curiosità: NBC nel 1978 ha provato, dopo il termine delle prime 7 stagioni, a dare un volto alla signora Colombo: c’è stato uno spin off, non arrivato in Italia, ma che ho provato a guardare (“Mrs Columbo”). Le è stato dato il volto di Kate Mulgrew ed il nome di Kate. Quello che vi posso dire è che c’è un motivo se questa serie non è poi andata oltre la prima stagione.



Bene: non so se vi ho convinto, ma ora mi dovete scusare, perché sto guardando la tv e tra quindici minuti entra in scena Frank e non me lo voglio perdere.

Ah, un’ultima cosa: le prime 7 stagioni (le più belle), son su Amazon Prime.

Update: riceviamo e volentieri pubblichiamo dall'amico Marok.org:



lunedì 15 febbraio 2021

Bollicine 12x21: i grandi dischi del 1971. Podcast e playlist

E venne il momento di parlare del 1971; se si guardano tutti insieme i dischi usciti quell'anno, non ci si crede. E tra quelli che abbiamo ascoltato ne mancano parecchi (potete per esempio dare un'occhiata a questo articolo di Rolling Stone). Ma abbiamo potuto raccontarvi della polemica a distanza (E su disco) tra Mc Cartney e Lennon, dell'ecletticità di Bowie o della rivalità tra Black Sabbath e Led Zeppelin.
Nota: non abbiamo parlato del leggendario Led Zeppelin IV perché abbiamo dedicato una puntata a questo disco qualche mese fa, la trovate a questo link

Se volete riascoltare Bollicine, ecco il podcast; come sempre tasto destro- scarica per il file mp3:

Puntata del  14 febbraio 2021

Ecco la scaletta:

David Bowie Fill Your Heart  (Hunky Dory)
Black Sabbath Children of the Grave (Master of Reality)
Paul McCartney, Linda McCartney Too Many People (Ram (Paul McCartney Archive Collection)
John Lennon How Do You Sleep? (Imagine)
Van Der Graaf Generator Lemmings (Pawn Hearts)
Sly & The Family Stone Family Affair (There's A Riot Goin' On)
David Crosby Music Is Love (If I Could Only Remember My Name)
The Who Won't Get Fooled Again (Who's Next)
Joni Mitchell A Case of You (Blue)
The Rolling Stones You Gotta Move (Sticky Fingers)
CAN Mushroom (Tago Mago)

The Who, in uno spettacolo dal vivo


venerdì 12 febbraio 2021

Anteprima Bollicine: 1971

 Il 1971 è stato uno dei periodi aurei della musica rock: uscivano capolavori di artisti come Rolling Stones, David Bowie e The Who, ma era anche un periodo in cui non c’erano ancora i social network, e se due artisti come Lennon e McCartney dovevano litigare tra loro, lo facevano attraverso le loro canzoni.

Questa, e altre storie relative ai dischi usciti in quell’anno memorabile saranno l’argomento di Bollicine di domenica 14,  a partire dalle 18.




lunedì 8 febbraio 2021

Bollicine 12x20: Phil Collins is 70! podcast e playlist

I primi 70 anni di Phil Collins: dai Genesis al pop, le innovazioni con la batteria (prima) e la drum machine (poi), la passione per la Motown, e le tantissime collaborazioni. In apertura di puntata, anche il nostro ricordo di Ezio De Gradi, scomparso da una decina di giorni.

Se volete riascoltare Bollicine, ecco il podcast; come sempre tasto destro- scarica per il file mp3:

Puntata del  7 febbraio 2021

Ecco la scaletta:

Ezio De Gradi Zulu
Genesis For Absent Friends (Nursery Cryme)
Genesis The Cinema Show (Selling England By The Pound)
Genesis A Trick Of The Tail (A Trick Of The Tail)
Phil Collins In The Air Tonight (Face Value)
Brand X Sun In The Night (Morrocan Roll)
Peter Gabriel Intruder (Peter Gabriel 3: Melt)
Anthony Phillips Which Way the Wind Blows (Harvest of the Heart - An Anthology)
Phil Collins You Can't Hurry Love (Hello, I Must Be Going)
Mike Oldfield Taurus 1 (QE2)
Brian Eno No One Receiving (Desert Island Selection)

Phil ai tempi di "A trick of the tail" (1976)





venerdì 5 febbraio 2021

Anteprima Bollicine: Phil Collins is 70

Phil Collins ha compiuto 70 anni: una delle tre persone al mondo ad aver venduto 150 milioni di dischi sia da solisti che militando in un gruppo. Un concentrato di musica ed innovazione, soprattutto considerando che dai Genesis, dove è partito, ha iniziato da gregario, e si è poi ritrovato a guidare il gruppo portandolo dal prog dei '70 al pop degli '80 (uno dei motivi per cui è uno dei musicisti più odiati!).
Ma ancora: la passione per la Motown, le sperimentazioni con la drum machine da cui sono nate le collaborazioni con Brian Eno e Peter Gabriel; la sua ironia e la sua numerosa famiglia (abbiamo perso il conto delle ex mogli).
Insomma, se vi abbiamo incuriosito ascoltateci domenica a partire dalle 18 con una nuova puntata di Bollicine.
Come sempre su Radio Popolare!

eh sì, Phil è stato anche un grande batterista


lunedì 1 febbraio 2021

Bollicine 12x19: Raro! podcast e playlist

Nella puntata di oggi vi abbiamo raccontato quali sono stati i vinili venduti ai prezzi più alti: non solo dischi rari, ma anche dischi dalle forme strane, o con autografi "particolari"... dai Beatles a Rino Gaetano, passando da Elvis e Faber. 
Ci siamo appoggiati a questo articolo di Stonemusic, ma soprattutto a questo, dove sono riportate le aste più redditizie della storia. Sui dischi italiani, ci siamo avvalsi del nostro esperto di prog e non solo Franco Ubaldo Cibei.

 Se volete riascoltare Bollicine, ecco il podcast; come sempre tasto destro- scarica per il file mp3:

Puntata del  31 gennaio 2021

Ecco la scaletta:

The Beatles I'm Only Sleeping 
John Lennon Dear Yoko
Alphataurus Croma
Elvis Presley My Happiness
Jean-Michel Jarre Music for Supermarkets
Kammamuri's I Love You Maryanna
Fabrizio De Andrè Nella Mia Ora Di Libertà 
Wings Love Is Strange 
Wu-Tang Clan C.R.E.A.M.
Banco Del Mutuo Soccorso R.I.P. - Requiescant in Pace

Il disco "salvadanaio" del Banco (foto: Francone)



sabato 30 gennaio 2021

Anteprima Bollicine: Raro!

Ci sono i dischi stampati in poche copie, o quelli ritirati dal mercato perché censurati. Poi ci sono anche quelli autografati in situazioni particolari. Ma sapete quali sono i vinili che sono stati pagati di più nella storia? Ne parleremo stasera a Bollicine, come sempre alle 18.

Non mancheranno le classifiche dei dischi più costosi, e l'intervento del nostro Franco Ubaldo Cibei, soprannominato da Linus "il tassista progressivo", sui dischi più costosi e particolari della musica italiana.

Il disco americano "yesterday and today" censurato nel 65