mercoledì 28 settembre 2016

Anteprima Bollicine: DuI Artistici. E nuovo orario

La storia musicale italiana è costellata di grandi collaborazioni: solo per rimanere nella città da cui trasmettiamo, il teatro canzone ha visto protagonisti Gaber & Luporini, il dottor Jannacci ha scritto canzoni con Dario Fo e con Beppe Viola.
Nella puntata di Bollicine di domenica ricorderemo 10 celebri coppie della musica italiana, e, se ve lo state chiedendo, la risposta è NO, neanche stavolta parleremo di Mogol e Battisti.

Però c'è una piccola novità: l'orario. Da questa puntata ci spostiamo alle 18. Sempre per un'ora, e soprattutto sempre su Radio Popolare.


Cambiamo orario, ma saremo in onda anche con loro tre

domenica 25 settembre 2016

Bollicine 8x01: DisCover '60. Streaming e playlist

Con l'arrivo dell'autunno, si è aperta la nuova stagione di Bollicine, e, come da tradizione, la prima puntata è dedicata agli anni 60. Anche questa volta consideriamo un'angolatura diversa dal solito: le cover di canzoni molto famose, fatte in versioni abbastanza sconosciute. C'è spazio per i grandi del rock (Beatles, Rolling Stones e Who) ma anche per gente che di cover ne ha viste molto meno. E canzoni con un testo fedele o canzoni completamente diverse dagli originali.



Ecco la scaletta:
La Ragazza 77 - Il Beat cos'è (1967 the beat goes on - sonny & cher)
Augusto Righetti- Venus (shocking blue) ( 3: 3)
I Calipop- Restiamo ancora insieme (rolling stones) ( 3:14)
Gian Pieretti - Canada (neil young) ( 2:37)
I Chiodi- Accendi una stella (monkees) 1967 ( 4:15)
Maurizio- Ballerina (left banke)1967 ( 2:30)
The Rokes - Eccola di nuovo (cat stevens)- 1969 ( 2:25)
I Castellani - Penny Lane (Beatles)
EQUIPE 84- Un anno (traffic)
I Quelli- Per vivere insieme (Turtles)
Camaleonti- Io lavoro (The Animals)

Gli Uragani- Con quella voce (The Who)

Gli Hu-ragani

Ecco i nomi dei Castellani, dal loro 45 giri

venerdì 23 settembre 2016

Anteprima Bollicine: (dis)cover gli anni 60

Pensavate, con la fine dell'estate, di esservi liberati di Bollicine? Invece continueremo ad allietare le vostre domeniche pomeriggio. Domenica 25, per esempio, risponderemo a questa domanda, che sicuramente vi sarete posti spesso: con tutte le cover che sono state fatte da gruppi beat negli anni 60, possibile che non sia stata fatta quella di [inserire nome di canzone famosa a piacere].
Canzoni famose, sì, ma che insospettabilmente sono state fatte in italiano, a volte da gente con un certo seguito, e a volte con un testo completamente differente dall'originale.
Vi aspettiamo domenica alle 17,35 su Radiopopolare (FM 107,6 streaming app eccetera).


Anche i Rokes grandi protagonisti della "prima" autunnale di Bollicine

domenica 18 settembre 2016

Bollicine 7x47: Mogol non Battisti. Streaming e playlist

Nell'ultima puntata della stagione estiva di Bollicine, abbiamo festeggiato gli 80 anni del paroliere italiano più famoso e prolifico Mogol (pseudonimo scelto a caso dalla SIAE nel 1959 da una rosa di oltre 100 nomi, come dichiara l'autore a Giorgio Dell'Arti) con una carrellata di alcuni tra i brani non cantati da Battisti più amati (e qualche sorpresa). Se volete riascoltare la puntata, potete farlo qui come sempre:


Ecco la scaletta, in ordine cronologico:
Caterina Caselli "Perdono" (1966)
Luigi Tenco- Se stasera sono qui (1966)
Dik Dik- Sognando la California (1966)
Equipe 84- nel ristorante di Alice (musica di Ricky Gianco e Gian Pieretti; testo di Maurizio Vandelli e Mogol 1968)
The Rokes- Che colpa abbiamo noi (Mogol 1968)
Patty Pravo- il paradiso (Mogol Battisti 1969)
David Bowie- ragazzo solo, ragazza sola (Mogol Bowie 1970)
Mina- amor mio (Mogol/Battisti 1971)
Renato Zero "Un uomo da bruciare", (Mogol Zero 1976)
Adriano Celentano- l'arcobaleno (dedicata a Battisti) (Mogol Gianni Bella 1999)

Bowie & Mogol: una delle collaborazioni più originali per il paroliere milanese

sabato 17 settembre 2016

5 Buone ragioni per andare a vedere il documentario sui Beatles

Il regista Ron Howard in un'operazione che non ti aspetti: un film documentario, di oltre due ore, sui Beatles. Non sull'intera carriera, e non, soprattutto, sui luoghi comuni di cui già si è detto tutto (per esempio, Yoko Ono non viene neppure nominata). E' un film che si sofferma sull'immagine pubblica del quartetto, e si limita al massacrante periodo 1962-1966 in cui giravano il mondo come trottole e registravano LP ogni 6 mesi, manco fossero la scuderia di Cecchetto negli anni 80.

Non sono un critico cinematografico, ma amo molto i Beatles: ecco quindi 5 buone ragioni per correre al cinema a vedere questo film, che tra l'altro sarà nelle sale solo fino al 21 settembre.

1) L'immagine pubblica
Chicago, 1965

Il film, a parte alcuni sporadici dietro le quinte, mostra per lo più una carrellata di esibizioni del quartetto (concerti, ma anche apparizioni tv, interviste, fughe dai fan, spezzoni dai due film cui hanno preso parte). Per chi non c'era, e forse ancor di più per chi c'era, un'occasione unica per vivere e capire il fenomeno pop che negli anni 60 ha sconvolto il mondo. Loro quattro sono stati il primo vero fenomeno globale della storia, un muro compatto di teenager che ovunque li seguiva adoranti, indipendentemente da razza, religione e nazione.

2) I fantastici quattro
Qui la cosa davvero sorprendente del film: immagini per lo più pubbliche, si diceva, accompagnate da interviste oltre che a loro, al manager (Brian Epstein), al produttore George Martin recentemente scomparso e ad alcuni VIP in ruolo di fans (Whoopi Goldberg ad esempio). Eppure si coglie come, nonostante i Fab Four fossero spremuti come limoni per tournée massacranti e sessioni sfibranti in studio, loro si divertissero sempre, almeno nei primi anni, e fossero veramente affiatati. Prendevano le decisioni sempre e solo tutti e quattro, e questo ha fatto sì che fossero davvero una famiglia tra loro (finché è durata).

3) Il montaggio analogggico
Il montaggio è veloce, incalzante, moderno. Le canzoni sono di contorno, e quasi mai vengono fatte ascoltare per intero: in altri termini, non è un film sulle canzoni dei Beatles, ma con le loro canzoni. Il film dura parecchio, ma si vede la mano di Howard che riesce mirabilmente a non far abbassare l'attenzione dello spettatore, con gli anni che scorrono sullo schermo (le immagini sono in ordine cronologico e scandite dalle date in sovrimpressione) e la voglia di scoprire cosa succede dopo.


4) il finale
Giuro, mi sono commosso nel finale. Il salto temporale tra '66 e '69 (quando ognuno ormai era diventato "altro" dall'essere semplicemente 1/4 dei Beatles e spettacoli dal vivo non ne facevano più) e quel meraviglioso concerto a sorpresa, nel gennaio '69, sul tetto della Apple (ancora una volta immagini pubbliche) che ci regala un po' di malinconia, pensando al fatto che quella era veramente la fine, come traspare dai loro volti.

5) il dopo finale
Dopo i titoli di coda, non scappate: c'è una mezz'oretta extra. Una porzione consistente del loro concerto dell'estate 1965 allo Shea Stadium statunitense. Concerto con folla oceanica e adorante, che ci proietta in quel clima infuocato e, nonostante i mezzi tecnici insufficienti (Ringo racconta che non riusciva a sentire cosa cantavano gli altri tre, e doveva seguire i movimenti dei loro piedi per capire a che punto del brano erano), dà un'idea dell'energia e passione che i quattro baronetti trasmettevano al pubblico.

Se, come a me, vi piacciono gli ultimi Beatles, quelli del Sgt. Pepper, sappiate che non ne troverete traccia nel documentario; però ripassare cosa è successo prima aggiunge dei tasselli importanti alle vostre motivazioni sul perché i Beatles fossero meglio dei Rolling Stones.

Unico neo: il film attinge molto (anzi, quasi esclusivamente) dal materiale USA. Ma perdoniamo a Ricky Cunningham di aver voluto raccontare il fenomeno probabilmente dai suoi occhi di fan. A stelle e strisce.

giovedì 15 settembre 2016

Anteprima Bollicine: Mogol (senza Battisti)

Il signore a destra, nella foto qui sotto, che sembra vagamente Paolo Villaggio, sarà il protagonista dell'ultimo appuntamento estivo di Bollicine: Giulio Rapetti, in arte Mogol.
Questo signore ha da poco raggiunto gli ottant'anni di vita, e noi lo omaggeremo con una carrellata di artisti che hanno cantato le sue parole: da Mina (ovviamente) all'Equipe 84, passando per Patty Pravo e..persino David Bowie.

Vi abbiamo incuriosito? Sintonizzatevi su Radio Pop domenica 18 settembre, a partire dalle 17,35.

Battisti, Mariolina Cannuli e Mogol


domenica 11 settembre 2016

Bollicine 7x46: Vai col Liscio! Streaming e playlist

Ci sono puntate di Bollicine decisamente sui generis, come la puntata che abbiamo dedicato al liscio e a chi, negli ultimi anni, ha commistionato la propria musica con questo genere che trae la sua storia dalla storia di una famiglia italiana, romagnola per la precisione: la famiglia Casadei.
Abbiamo intervistato Raoul (che ha preso le redini dallo zio Secondo, quello di Romagna mia) ed il figlio Mirko, che da inizio secolo ha preso le redini dell'orchestra spettacolo che porta il loro nome ed è sinonimo, in Italia e ormai nel mondo, di musica popolare. Ma abbiamo anche parlato di altri gruppi che dal liscio hanno tratto nuova linfa per fare musica, come l'orchestrina del maestro Enrico Gabrielli.
A questo link potete riascoltare la trasmissione:



Ecco la scaletta:
Orchestrina di molto agevole- Atomica 1964 (S. Casadei) - polka
Extraliscio- alla fermata (con Moreno)
Caparezza- Tutto ciò che c’è
Orchestra Casadei- Ciao Mare (Festivalbar 1973)
Intervista a Raoul e Mirko Casadei (contiene Amico Sole,1976)
Orchestra Casadei & Elio e le storie tese- La terra dei cachi
Jocelyn Pulsar- Io ti amo, tu invece no
Orchestrina di molto agevole con Agnelli, Clementi- Romagna mia (S.Casadei)
Massimo Bubola e il Circolo Sociale del Liscio- il cielo d’Irlanda

1996: l'accoppiata Raoul Casadei- Elio alla ribalta con la versione "liscio" de La terra dei cachi

giovedì 8 settembre 2016

Anteprima Bollicine: vai col lissio!

Tra i tanti generi che abbiamo trattato in oltre 200 puntate di Bollicine, non ci eravamo mai spinti a dedicare un'intera puntata alla "musica popolare romagnola", che con l'avvento di Raoul Casadei è poi stato portato alla ribalta con il nome di Liscio.
Ai giorni nostri poi, è tornato "di moda" grazie a supergruppi che hanno riportato in auge i valzer di Secondo Casadei: da "l'orchestrina di molto agevole" del maestro Enrico Gabrielli, agli "Extraliscio" di casa Garrincha.
Di questo e di molto altro parleremo a Bollicine domenica 11 alle 17,35. E ascolteremo anche un'intervista esclusiva a Raoul Casadei e al figlio Mirko (che ha preso il timone dell'orchestra negli ultimi anni), per sentire la formidabile storia di una delle dinastie musicali italiane più popolari.

Mirko Casadei, uno che passava a Rimini per caso, Raoul Casadei

lunedì 5 settembre 2016

Bollicine 7x45: Daniele Silvestri. Streaming e playlist

Sabato 10 settembre Radio Popolare ha organizzato per voi un appuntamento unico: Afterhours e Daniele Silvestri in concerto, al Carroponte di Sesto S. Giovanni.
Nell'ultima puntata di Bollicine abbiamo presentato un percorso musicale dedicato alla ormai più che ventennale carriera del cantautore romano, coadiuvati dalla nostra ascoltatrice Marta Dell'Aglio. Tra pezzi famosi, aneddoti e facezie, potete riascoltare qua la trasmissione:




Ecco la scaletta:
Quali alibi
Monetine
Me fece mele a chepa
Ivano Fossati- Panama
La mia casa
A bocca chiusa
Gino e l’Alfetta
A me ricordi il mare 
Le navi

Occhi da orientale


venerdì 2 settembre 2016

Anteprima Bollicine: Silvestri, l'alfetta e il Concerto

Manca solo una settimana al Concertone che vedrà eccezionalmente Afterhours e Daniele Silvestri condividere il palco del Carroponte per Radio Popolare. Anche Bollicine scende in campo a suo modo, proponendovi una puntata tutta dedicata al cantautore romano. Un percorso tra le canzoni meno conosciute della sua pluriventennale carriera, soffermandoci a commentare l'ultimo, ricchissimo e soprendente disco uscito la scorsa primavera, "Acrobati".

Come sempre, l'appuntamento è per domenica 4 settembre alle 17,35; in questo percorso ci acconlmpagnerà la nostra ascoltatrice Marta Dall'Aglio.


Bollicine 7x44: Davide Zilli, il congiuntivo e la provincia. Streaming e playlist

Domenica scorsa, per festeggiare l'agosto che se ne va, abbiamo ospitato Davide Zilli, autore de "Il congiuntivo se ne va" ma anche scapigliato cantautore ed intrattenitore di provincia. Per l'occasione abbiamo anche percorso le vie del pianoforte nella musica tricolore moderna, cercando di strappare qualche commento al nostro ospite.
Qua potete come sempre riascoltare la trasmissione:



Ecco la scaletta:
Davide Zilli- il congiuntivo se ne va
Bobo Rondelli- Livorno
Stefano Bollani- hai mai letto Kundera
Stefano Bollani- arrivano gli alieni
Davide Zilli- il secondo bacio
Di Martino feat. Cristina Donà "I calendari"
Beatrice Antolini ft. Federico Poggipollini - Anyma L
Numero 6- navi stanche di burrasca
Davide Zilli- mezza fidanzata


Psychedelic Zilly